Percorso Artistico - Periodo Milanese (1974-2000)
“ Atmosfere “ appunti della memoria

da “Gianni Ottaviani, appunti della memoria” di Gulio Sotris critico e storico dell’Arte Milano 2000

 ……… ………... è questa  la fase che  Ottaviani definisce  dell’introspezione, che va dal 1974 ad oggi.
L’Artista ambientatosi nel nuovo contesto culturale milanese utilizza in successione  due linguaggi espressivi differenti che vanno dall’iniziale astrazione geometrica, carica però di simbologie e di memorie, ad una originalissima tecnica polimaterica.
Questi due momenti sono intervallati tra il 1975  e il  1982  da una fase  di ricerca nel campo dell’Archeologia Classica ed Industriale e della Cultura Materiale che è stata  utilizzata  dall’ Artista  come  filtro  di raccolta delle nuove  esperienze  e  di decantazione  del suo vissuto.
Ottaviani  da  questa  ricerca  trarrà  la nuova linfa ispiratrice e un suo nuovo ed originale linguaggio espressivo.
Si evidenziano in questo periodo i momenti delle “ Histoires “ e delle “ Archeopatie“………………... 

“ Histoires “ 1974 – 1977
LEAD Technologies Inc. V1.01
Galleriia Cerva

…l’introspezione di Ottaviani si visualizza con la reinterpretazione in chiave astratto-geometrica  e simbolica dei “ Polittici “ e si concretizzerà nel 1976 con due mostre : 

Galleria Soligo – Roma                 Galleria Cerva   - Milano  

per approfondire :   Histoires  
1975 – 1982  Attività di  ricerca

Archeologia classica –  Industriale  e Cultura materiale .

per approfondire :   Biografia  
“Archeopatie “  1984 – 2000…..
 
….recupero memoriale e frammentato di ricordi e percorsi di vita, tentativi di ricostruzione
“ scavare,ricostruire,riappropriarsi”
sono la spinta culturale e di esperienze che alimentano questa nuova produzione di Ottaviani.

Le opere sono realizzate sotto forma di Stele , di Templi–Recinti, di Teatrini utilizzando una tecnica mista di scultura pittura con inserimenti di oggetti, foto , documenti, reperti vari ecc. Inoltre Ottaviani inserisce anche vecchi attrezzi della Cultura Materiale, che sono state delle protesi indispensabili di una cultura economica preindustriale e  ai quali l’Artista rende dignità storica. Tra il 1995 e il 1996 queste opere hanno dato vita ad una mostra a Cura del Comune di Milano allestita nella sede del  Civico Museo Archeologico di corso Magenta.

Per approfondire :     Archeopatie

Mostra al Museo archeologico di Milano

 
Archeopatie  “ Napoleon “ 1986
Nel 1986 Ottaviani realizza una serie di opere grafiche-fotografiche su carta che, con la tecnica del collage, reinterpretano  alcune vecchie cartoline su Napoleone dei primi del ‘900 illustranti come in un polittico le gesta della sua vita.
cartoline originali
   
Nel 2004 queste opere sono state esposte alla Libreria Rinascita di Ascoli Piceno e allo Spazio 12 di Milano
Archeopatie  “ Opere su carta “ 2000 - 2004
Tra il 2000  e il 2004 le  opere di Ottaviani,  sempre nel tema delle Archeopatie , sono realizzate  su una  carta  prodotta direttamente dall’Artisa e con cui ha effettuato alcune mostre ad Ascoli Piceno e a Milano.
Archeopatie  “  Il luogo della memoria “ 2005   
Nel 2005  Ottaviani ha realizzato una installazione praticabile dai visitatori, dal titolo
“ Luogo della memoria “
mai esposta che si compone di 6 colonne di una stele e di vari pannelli posti a terra, alcuni quadrati con reperti e altri triangolari  su cui sono scritte frasi di vari personaggi  che evidenziano il legame tra il passato, il presente e il futuro, come quelle di 
Carlo Levi “ Il futuro ha un cuore antico ” e
Winckelman “ Scoprire l’essenza dell’Arte attraverso lo studio degli antichi ”
Il luogo della memoria 2005 - installazione stele - fronte  stele -  retro 
Archeopatie  “ al  Cavallo “  2005 – 2006
Sempre nel 2005 , ispirato dalla lettura di un detto Islandese
“Un uomo da solo è un mezzo uomo, un uomo con un cavallo è un uomo e mezzo“
e memore dei tanti cavalli che aveva rappresentato agli inizi della sua attività artistica, ha iniziato una ricerca quasi archeologica sulla rappresentazione del cavallo nell’arte dalla preistoria ad oggi. I Cavalli sono poi stati  riprodotti graficamente su formelle gessate in puntinato nero tecnica propria della documentazione archeologica. Ne è scaturita un’opera in  divenire, per la continua scoperta di sempre nuove rappresentazioni del cavallo.
L’opera mai esposta è attualmente composta da 17  pannelli   con uno sviluppo  lineare di circa 10 metri per  2 di altezza.





























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