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manifesto |
Mostra personale al
Complesso del Vittoriano
Roma
10-23 settembre 2009
in collaborazione con Comunicare Organizzando s.r.l.
CATALOGO
Editoriale Giorgio Mondadori |
Dopo la mostra personale "Archeopatie", allestita dal 5/10/1995 al 27/10/1996 presso il Museo Archeologico di Milano, Ottaviani con "Archeopatie II" posegue il percorso iniziato nel 1984, in quanto scavare nella memoria e documentare è ancora fondamentale del suo essere artista, così come scrive nella prefazione al catalogo:
"…ritengo di non aver ancora esaurito questa fase della mia ricerca che ho definito delle Archeopatie" |
Per questo motivo Ottaviani non ha allestito in quest'occasione un'antologica, ma volendo documentare tutto il suo percorso in quanto la mostra coincide con il suo cinquantesimo anno di attività artistica, ha concepito il catalogo come una cartella che racchiude due quaderni |
cartella del Catalogo edito dalla
Editoriale Giorgio Mondadori
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| Entrata |
Sala superiore |
Sala superiore |
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| Sala inferiore |
Sala inferiore |
Particolare |
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Testi critici e particolari delle sale con le opere esposte.
da "Archeopatie 2009"
di Ermanno Arslan
Archeologo - Accademico dei Lincei
già Direttore del Museo Archeologico di Milano
ed ex Sovrintendente ai Beni Artstici del Comune di Milano |
Milano, maggio 2009
…provenendo da esperienze diammetricalmente opposte, io giovane archeologo, lui giovane artista, constatammo ben presto che partecipavamo alle medesime "Archeopatie" e che insieme eravamo testimoni del naufragio del nostro presente, che stava lasciando scorie, brandelli, segni incomprensibili, così come il passato aveva fatto.
Capivamo che il passato come il presente dovevano essere ricomposti in unità e continuità. L' archeologo si riconosceva custode e garante di una stratificazione di memorie che la asettica razionalità della ricerca allontanava dal nostro presente. Accoglieva quindi l'amico che gli proponeva una stratificazione in atto del presente, armonicamente collocata nelle sue opere tra i relitti del naufragio del passato. Con una proposta che faceva riaffiorare un patrimonio di segni semplici e primordiali, da sempre presenti nel profondo dell'anima unama, che restituiva senso ai silenziosi oggetti archeologici fissati alle pareti (quasi si volesse impedirne una dissoluzione definitiva )… |

"Paesaggi memoriali Piceni" 1974-2004 |
"I vivi di Huč" 1968-1995
"La geometria del sacro" 2009 |
L'Archeopatia, mia e sua, così ben "ingranata" nel flusso degli eventi del nostro contemporaneo, non poteva risolversi nel nulla. Il suo percorso ha infatti isolato, con uno scavo più interiore che materiale in una specie di archeologia dell'anima, i miti essenziali, primordiali. Segni, corpi, animali. Come il Cavallo che viene proposto come metafora di continuità, di misteriosa complicità con la nostra fatica di vivere…quindi il passato e il presente si manifestano con la medesima forza simbolica, si confondono, convivono, sono complementari, in un percorso creativo che è sempre stato coerente, che non ha visto cambiamenti di rotta. Ottaviani insiste sulla incompletezza e sulla frammentazione, riconoscendo come utopica e impossibile la completezza, l'organicità…all'armonica ricomposizione di quanto ci giunge dal naufrago dei tempi e del presente mancherà sempre qualcosa. Così Ottaviani nella risacca di passato e presente, raccoglie oggetti , cocci, frammenti, ciò che è utile e ciò che non lo è più, il quotidiano e lo straordinario, li mescola, ce li offre. Ritrova in essi se stesso e invita tutti a ritrovarcisi. |
Omaggio "Al Cavallo" - 2005-2006 |
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particolari dell'opera composta da 17 pannelli |
Ottaviani colpito dal detto Islandese
"Un uomo da solo è un mezzo uomo, un uomo con un cavallo è un uomo e mezzo"
ha voluto rendere omaggio con quest'opera all'animale che è stato indispensabile supporto in ogni campo
e in ogni epoca per lo sviluppo dell'umanità. Dopo ampia ricerca l'artista ha riprodotto su formelle, con tecnica propria della documentazione archeologica, centinaia di cavalli rappresentati in opere artistiche, preistoriche - classiche - moderne e anche in altri settori come giocattoli - pubblicità ecc. |
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L 'opera è in divenire ed attualmente è composta da 17 pannelli con uno sviluppo lineare di circa m 7. |
Selezione di alcune formelle |
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| Preistorico |
Cavallo di Troia |
da Lascaux |
Marino Marini |
Etrusco |
De Chirico |
Leonardo |
Picasso |
Greci |
Bardati |
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"Ora che…" 1997
"Frammenti" 1990 |
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Da un lato aiutano a leggere il passato come uno sterminato serbatoio di suggestioni la cui portata va molto al di là del loro significato storico, assumendo nel presente il valore di metafore privilegiate di qualcosa di eterno ed immutabile, riposto nel fondo della nostra psiche. Dall'altro appaiono inequivocabilmente attuali, proprio nella loro frammentarietà e fragilità, specchio di una condizione contemporanea che prevede al tempo stesso un inconscio senso di disgregazione e un altrettanto forte desiderio di ricostruire la perduta unità… |
Si precisa così un altro aspetto delle Archeopatie, che sotto questo profilo appaiono, anche, come una riflessione sul linguaggio delle arti visive, le uniche ad avere il privilegio di poter comporre in un unico discorso segni di natura così diversa, oggetti materiali, concetti, gesti, rappresentazioni della realtà apparente e forme astratte.
Saper orchestrare le tante diverse suggestioni provenienti dalla storia di questi linguaggi è forse la sfida più difficile della mostra di Ottaviani, a due passi dai Fori.
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"Elevatezza-Frammenti" 1986-1990 "Ne senza foco…" 2008 |
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opera
Archeopatie - Recinto B 1991-1992 |
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| "Vietnam effetti collaterali" - 1968 |
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La presenza di questo particolare polittico del 1968 nella personale dedicata alle opere dal 1984 ad oggi, è stata voluta da Ottaviani come memoria di quel lontano periodo carico d'importanti avvenimenti personali, sussulti politici, e di eventi tragici come la deprecata guerra del Vietnam, che ancora oggi violenta, straziandoli, i corpi di una popolazione che si è cercato di bonificare anche con pioggia di… veleni. Tragedia umana, evento da cui l'artista ha tratto in seguito le motivazioni per i suoi "corpi mutili" e la realizzazione di molte opere di questo periodo delle Archeopatie. |
Performance:
intervento di frammentazione, dispersione e rigenerazione di un'opera d'arte. |
Opera di Ottaviani da dissolvere
"Libro della memoria" 2004 |
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Nuova opera collettiva
"Tracce" 2008 |
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L'opera è ispirata dagli antichi marchi per filigrane di carte prodotti a Fabriano dal 1293 al 1599 raccolti dai Fratelli Zonghi e pubblicati nel 1881.
I 130 marchi sono riprodotti a china su carta a mano fatta a misura dall'artista. |
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L'opera è realizzata con la collaborazione di artisti nazionali ed internazionali che hanno eseguito 130 miniopere sul tema della frammentazione, dispersione e delocalizzazione delle opere d'arte. |
Della performance sono stati parte attiva i visitatori, infatti ognuno ha potuto prelevare una delle 130 tessere che compongono l'opera "Libro della memoria" inserirla nella busta trasparente predisposta e conservarla come memoria della mostra. L'opera è stata quindi gradualmente frammentata ed infine dissolta. Ogni tessera prelevata è stata sostituita di volta in volta, da una miniopera realizzata da un altro artista sul tema della problematica della frammentazione e delocalizzazione delle opere d'arte. Alla fine tutte le nuove nuove tessere hanno dato vita ad un'altra opera "Tracce". L'arte che rigenera se stessa. Anche con quest'opera Ottaviani ha voluto simbolicamente evidenziare l'impatto che a volte ha il percorso del tempo e dell'umanità sulle opere d'arte quando per varie cause ne provoca la frammentazione, la dispersione o la delocalizzazione e della necessità della loro ricollocazione nei siti originari. Ciò in particolar modo se tali opere sono state create per un determinato luogo in base a motivazioni storiche, culturali o religiose, e dove quindi hanno esclusiva ragione di essere. Tra queste opere vanno citati ad esempio, oltre ai vari Polittici religiosi razziati dalle nostre chiese, gli obelischi egizi asportati dai lori siti per finire spesso come spartitraffico nelle nostre città sormontati a volte da simboli religiosi e storici non propri, i Cavalli di S.Marco bottino dei Veneziani, prelevati dall'ippodromo di Costantinopoli , le testimonianze della civiltà Etrusca e Romana trafugate dai tombaroli, ecc. Basterebbe pensare ad un ipotetico trappo degli affreschi della Cappella Sistina e alla loro dispersione in varie sedi museali nel mondo, per avere coscienza di tale problematica. Questo però è purtroppo avvenuto con il Partenone agli inizi del 1800 a causa dell' approriazione da parte di Lord Elgin, che era stato autorizzato a prelevare solo qualche frammento dei fregi, di buona parte delle sue decorazioni: 56 lastre del fregio, 15 metope e 12 statue dei frontoni. Opere che poi rivendette nel 1816 al British Museum di Londra dove ancora oggi sono assurdamente esposte malgrado i tentativi messi in atto negli anni da Melina Mercuri e dal Governo Greco anche recentemente ora che si sono dotati di un modernissimo Museo idoneo ad accoglierle. |
Alcuni momenti della performance |
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Un'ampia rassegna stampa è presente sui motori di ricerca alle voci:
"Gianni Ottaviani Archeopate II" e "Archeopatie II"
Documentazione fotografica e rielaborazioni: F. Galizi, G. Ottaviani, A. Pecoraro, J. Rutsche
Impaginazione pagina web: Paola Maccari - Credits: Makares.com |
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