ARCHEOPATIE II

locandina mostra Archeopatie II
manifesto

Mostra personale al

Complesso del Vittoriano

Roma

10-23 settembre 2009

in collaborazione con Comunicare Organizzando s.r.l.

CATALOGO

Editoriale Giorgio Mondadori


Dopo la mostra personale "Archeopatie", allestita dal 5/10/1995 al 27/10/1996 presso il Museo Archeologico di Milano, Ottaviani con "Archeopatie II" posegue il percorso iniziato nel 1984, in quanto scavare nella memoria e documentare è ancora fondamentale del suo essere artista, così come scrive nella prefazione al catalogo:

"…ritengo di non aver ancora esaurito questa fase della mia ricerca che ho definito delle Archeopatie"

Per questo motivo Ottaviani non ha allestito in quest'occasione un'antologica, ma volendo documentare tutto il suo percorso in quanto la mostra coincide  con il suo cinquantesimo anno di attività artistica, ha concepito il catalogo come una cartella che racchiude due quaderni

catalogo Archeopatie II cartella  del Catalogo edito dalla
Editoriale Giorgio Mondadori

catalogo Archeopatie II

I due quaderni:


"Archeopatie II" concernente la mostra

"Tracce di un percorso" che documenta i suoi 50 anni di attività artistica.

tracce di un percorso

Sede della mostra: Il Vittoriano - Roma
foto della sede della mostra_il VittorianoVittoriano

ingresso del Vittoriano
Ingresso lato Ara Coleli

Vittoriano
Vittoriano
ingresso mostra vista sala superiore vista sala superiore
Entrata Sala superiore Sala superiore
sala inferiore sala inferiore particolare
Sala inferiore Sala inferiore Particolare

Come premessa Ottaviani ha esposto per il suo messaggio la riproduzione, su carta a mano da lui realizzata, di un geroglifico di dubbia autenticità trovato in un libro.

riproduzione di un geroglifico

" L' arte non ha limiti e nessun artista possiede la perfezione" (Ptaotep 3000 a.C.)

Per una migliore comprensione della ricerca di Ottaviani è utile tener presente la simbologia di alcuni elementi ricorrenti nelle sue opere come:

  • "Corpo mutile" come percorso dell'uomo lacerato dagli eventi e dal trascorrere del tempo.
  • "Disco solare" che indica l'aspetto essenziale della vita, la sua complessiva e definitiva globalità.
  • "Volatile" assunto a simbologia alchemica del volo nel vuoto rigeneratore, l'aspirazione all'elevatezza.

Testi critici e particolari delle  sale con  le opere esposte.

da "Archeopatie 2009"

di Ermanno Arslan
Archeologo - Accademico dei Lincei
già Direttore del Museo Archeologico di Milano
ed ex Sovrintendente ai Beni Artstici del Comune di Milano

Milano, maggio 2009

…provenendo da esperienze diammetricalmente opposte, io giovane archeologo, lui giovane artista, constatammo ben presto che partecipavamo alle medesime "Archeopatie" e che insieme eravamo testimoni del naufragio del nostro presente, che stava lasciando scorie, brandelli, segni incomprensibili, così come il passato aveva fatto.
Capivamo che il passato come il presente dovevano essere ricomposti in unità e continuità. L' archeologo si riconosceva custode e garante di una stratificazione di memorie che la asettica razionalità della ricerca allontanava dal nostro presente. Accoglieva quindi l'amico che gli proponeva una stratificazione in atto del presente, armonicamente collocata nelle sue opere tra i relitti del naufragio del passato. Con una proposta che faceva riaffiorare un patrimonio di segni semplici e primordiali, da sempre presenti nel profondo dell'anima unama, che restituiva senso ai silenziosi oggetti archeologici fissati alle pareti (quasi si volesse impedirne una dissoluzione definitiva )…

opere
"Paesaggi memoriali Piceni" 1974-2004
"I vivi di Huč" 1968-1995opere
"La geometria del sacro" 2009

L'Archeopatia, mia e sua, così ben "ingranata" nel flusso degli eventi del nostro contemporaneo, non poteva risolversi nel nulla. Il suo percorso ha infatti isolato, con uno scavo più interiore che materiale in una specie di archeologia dell'anima, i miti essenziali, primordiali. Segni, corpi, animali. Come il Cavallo che viene proposto come metafora di continuità, di misteriosa complicità con la nostra fatica di vivere…quindi il passato e il presente si manifestano con la medesima forza simbolica, si confondono, convivono, sono complementari, in un percorso creativo che è sempre stato coerente, che non ha visto cambiamenti di rotta. Ottaviani insiste sulla incompletezza e sulla frammentazione, riconoscendo come utopica e impossibile la completezza, l'organicità…all'armonica ricomposizione di quanto ci giunge dal naufrago dei tempi e del presente mancherà sempre qualcosa. Così Ottaviani nella risacca di passato e presente, raccoglie oggetti , cocci, frammenti, ciò che è utile e ciò che non lo è più, il quotidiano e lo straordinario, li mescola, ce li offre. Ritrova in essi se stesso e invita tutti a ritrovarcisi.

Gianni Ottaviani non è guarito dall'Archeopatia, la coltiva, la sviluppa, l'articola sempre più, su un percorso sempre più labirintico, indicandoci segni, gesti, figure, sempre più semplici, sempre meno comprensibili.
Ha terminato il percorso?
Sono sicuro di no.
Prosegue e ci chiede di accompagnarlo.

opere
Archeopatie - Recinto  A  1991-1992

Omaggio "Al Cavallo" - 2005-2006

opera "al cavallo"
opera "al cavallo"
particolari dell'opera composta da 17 pannelli

Ottaviani colpito dal detto Islandese

"Un uomo da solo è un mezzo uomo, un uomo con un cavallo è un uomo e mezzo"

ha voluto rendere omaggio con quest'opera all'animale che è stato indispensabile supporto in ogni campo
e in ogni epoca per lo sviluppo dell'umanità. Dopo ampia ricerca l'artista ha riprodotto su formelle, con tecnica propria della documentazione archeologica, centinaia di cavalli rappresentati in opere artistiche, preistoriche - classiche - moderne e anche in altri settori come giocattoli - pubblicità ecc.

opera composta da 17 pannelliopera composta da 17 pannelliopera composta da 17 pannelli

L 'opera è in divenire ed attualmente è composta da 17 pannelli con uno sviluppo lineare di  circa m 7.

Selezione di alcune formelle

cavallo preistorico cavallo di Troia cavallo da Lascaux cavallo da Marino Marini cavallo etrusco cavallo De Chirico cavallo da Leonardo cavallo da Picasso Greci cavallo da Bardati
Preistorico Cavallo
di Troia
da
Lascaux
Marino
Marini
Etrusco De Chirico Leonardo Picasso Greci Bardati
"Miti" 1986
opere
"Percorso della memoria" 1995
"Pulsioni ascendenti" 1997
opere
"Archeoenigmi" 2009

"Archeoenigmi" 2009

L'opera è stata esposta smembrata, mancante di alcune formelle, in quanto Ottaviani ha voluto ricreare negli osservatori la stessa sensazione che egli prova ogni volta che si pone davanti ad un'opera d'arte non integra, a causa della sua frammentazione, dispersione o delocalizazione prodotta dal tempo o dagli interventi dell'uomo.
Spesso sono opere trafugate come molti polittici, come i fregi del Partenone o gli obelischi Egizi, opere che erano state create per un determinato luogo in base a motivazioni culturali o religiose e dove quindi avrebbero esclusiva ragione di essere.

archeoenigmi
opere opere
"Tracce di Cultura materiale" 1990
"Stele Civiltà Picena" 1995
"Tracce" 2001
"Kosmos e Kaos" 2001
"Stele Cultura Materiale" 1994
"APAES" 1990

Da "La macchina del tempo"

di Valerio Rivosecchi
Storico dell'Arte - Docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli.

Roma, maggio 2009

" …Dunque, già a questa data la singolare" macchina del tempo" che Ottaviani sta mettendo a punto compie le sue prime esplorazioni in un Passato che diviene sempre più ampio e articolato… Le opere iniziano a costruirsi intorno a frammenti di idee o di miti sopravvissuti al naufragio della storia, ma anche a segni e a forme che appartengono alla vicenda della pittura e della scultura… Alla sottile, evanescente traccia che si viene a costituire tra i frammenti della sua scoperta quotidiana, Ottaviani offre spazi sospesi e aperti alla visione ma connotati da una dichiarata sacralità: il grande amore per la geometria si condensa nelle forme archetipe della stele, del tempio, del polittico, dell'altare, ed ecco nascere e concretizzarsi le Archeopatie…"
opere
"Porta della memoria" 1993
"Libro della memoria" 1995
"E hanno spezzato le ali allo spirito" 1984
"Ora che…" 1997opere
"Frammenti" 1990
Da un lato aiutano a leggere il passato come uno sterminato serbatoio di suggestioni la cui portata va molto al di là del loro significato storico, assumendo nel presente il valore di metafore privilegiate di qualcosa di eterno ed immutabile, riposto nel fondo della nostra psiche. Dall'altro appaiono inequivocabilmente attuali, proprio nella loro frammentarietà e fragilità, specchio di una condizione contemporanea che prevede al tempo stesso un inconscio senso di disgregazione e un altrettanto forte desiderio di ricostruire la perduta unità…


Si precisa così un altro aspetto delle Archeopatie, che sotto questo profilo appaiono, anche, come una riflessione sul linguaggio delle arti visive, le uniche ad avere il privilegio di poter comporre in un unico discorso segni di natura così diversa, oggetti materiali, concetti, gesti, rappresentazioni della realtà apparente e forme astratte.
Saper orchestrare le tante diverse suggestioni provenienti dalla storia di questi linguaggi è forse la sfida più difficile della mostra di Ottaviani, a due passi dai Fori.

"Elevatezza-Frammenti" 1986-1990opere
"Ne senza foco…" 2008
operarecinto
Archeopatie - Recinto B 1991-1992
"Vietnam effetti collaterali" - 1968
Vietnam La presenza di questo particolare polittico del 1968 nella personale dedicata alle opere dal 1984 ad oggi, è stata voluta da Ottaviani come memoria di quel lontano periodo carico d'importanti avvenimenti personali, sussulti politici, e di eventi tragici come la deprecata guerra del Vietnam, che ancora oggi violenta, straziandoli, i corpi di una popolazione che si è cercato di bonificare anche con pioggia di… veleni. Tragedia umana, evento da cui l'artista ha tratto in seguito le motivazioni per i suoi "corpi mutili" e la realizzazione di molte opere di questo periodo delle Archeopatie.
"Teatrino della memoria" 1991opere
"Stele stratigrafia" 1994
operastratigrafie "Strati-grafie memoriali" 2008-2009

Conferenza stampa e presentazione al pubblico

conferenza stampa
Intervento
Assessore P.Prestipino - V.Rivosecchi
conferenza stampa
V.Rivosecchi - G.Ottaviani - E.Arslan - C.Bettini Nicosia
conferenza stampa
Intervento Ottaviani
conferenza stampa
E.Arslan - V.Rivosecchi - G.Ottaviani - P.Prestipino - C.D'Elia
  • Ermanno Arslan Archeologo, Accademico dei Lincei , ex Sovrintendente ali Beni Artistici del Comune di Milano
  • Cristina Bettini Nicosia Comunicare Organizzando s.r.l.
  • Cecilia D'Elia - Assessore alla Cultura della Provincia di Roma
  • Gianni Ottaviani - Artista e organizzatore di eventi artistici Nazionali ed Internazionali
  • Patrizia Prestipino - Ass. alle Politiche del Turismo, Sport e Giovanili della Provincia di Roma
  • Valerio Rivosecchi - Storico dell'Arte, Docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli
conferenza stampa
conferenza stampa

Momenti dell'inaugurazione

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"Discarica" 2009

Con quest'opera Ottaviani ha simbolicamente ricreato una mini discarica in cui ha depositato alcuni materiali in disuso, rifiuti che si sono accumulati e stratificati nel tempo nel suo studio. Materiali che però sono stati parte determinante nella sua creazione artistica e che ha voluto preservare dalla distruzione e rendere loro una dignità.

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discarica discarica

Come spesso avviene nelle sue mostre, ha poi coinvolto i visitatori in una performance invitandoli a prelevare alcuni reperti, come se si trattasse di un sito archeologico, ed iserirli in una busta trasparente che ha poi firmato e donato come documento storico del suo percorso artistico e memoria dell'evento.

discaricabusta discaricadiscarica

Performance:
intervento di frammentazione, dispersione e rigenerazione di un'opera d'arte.

Opera di Ottaviani da dissolvere
"Libro della memoria" 2004
Nuova opera collettiva
"Tracce" 2008
libro della memoria tracce

L'opera è ispirata dagli antichi marchi per filigrane di carte prodotti a Fabriano dal 1293 al 1599 raccolti dai Fratelli Zonghi e pubblicati nel 1881.
I 130 marchi sono riprodotti a china su carta a mano fatta a misura dall'artista.

L'opera è realizzata con la collaborazione di artisti nazionali ed internazionali che hanno eseguito 130 miniopere sul tema della frammentazione, dispersione e delocalizzazione delle opere d'arte.

Della performance sono stati parte attiva i visitatori, infatti ognuno ha potuto prelevare una delle 130 tessere che compongono l'opera "Libro della memoria" inserirla nella busta trasparente predisposta e conservarla come memoria della mostra. L'opera è stata quindi gradualmente frammentata ed infine dissolta. Ogni tessera prelevata è stata sostituita di volta in volta, da una miniopera realizzata da un altro artista sul tema della problematica della frammentazione e delocalizzazione delle opere d'arte. Alla fine tutte le nuove nuove tessere hanno dato vita ad un'altra opera "Tracce". L'arte che rigenera se stessa. Anche con quest'opera Ottaviani ha voluto simbolicamente evidenziare l'impatto che a volte ha il percorso del tempo e dell'umanità sulle opere d'arte quando per varie cause ne provoca la frammentazione, la dispersione o la delocalizzazione e della necessità della loro ricollocazione nei siti originari. Ciò in particolar modo se tali opere sono state create per un determinato luogo in base a motivazioni storiche, culturali o religiose, e dove quindi hanno esclusiva ragione di essere. Tra queste opere vanno citati ad esempio, oltre ai vari Polittici religiosi razziati dalle nostre chiese, gli obelischi egizi asportati dai lori siti per finire spesso come spartitraffico nelle nostre città sormontati a volte da simboli religiosi e storici non propri, i Cavalli di S.Marco bottino dei Veneziani, prelevati dall'ippodromo di Costantinopoli , le testimonianze della civiltà Etrusca e Romana trafugate dai tombaroli, ecc. Basterebbe pensare ad un ipotetico trappo degli affreschi della Cappella Sistina e alla loro dispersione in varie sedi museali nel mondo, per avere coscienza di tale problematica. Questo però è purtroppo avvenuto con il Partenone agli inizi del 1800 a causa dell' approriazione da parte di Lord Elgin, che era stato autorizzato a prelevare solo qualche frammento dei fregi, di buona parte delle sue decorazioni: 56 lastre del fregio, 15 metope e 12 statue dei frontoni. Opere che poi rivendette nel 1816 al British Museum di Londra dove ancora oggi sono assurdamente esposte malgrado i tentativi messi in atto negli anni da Melina Mercuri e dal Governo Greco anche recentemente ora che si sono dotati di un modernissimo Museo idoneo ad accoglierle.

Alcuni momenti della performance

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Un'ampia rassegna stampa è presente sui motori di ricerca alle voci:
"Gianni Ottaviani Archeopate II" e "Archeopatie II"

Documentazione fotografica e rielaborazioni: F. Galizi, G. Ottaviani, A. Pecoraro, J. Rutsche
Impaginazione pagina web: Paola Maccari - Credits: Makares.com


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